09/10/2026
09/10/2026
“GESTIONE DEL VERDE URBANO: SERVE UN AGRONOMO A SUPPORTO DELL’UFFICIO TECNICO COMUNALE E DEI CITTADINI”
AVERSA VIVIBILE INTERVIENE SULLE POTATURE DEGLI ALBERI IN CORSO
In una fase storica di drammatici cambiamenti climatici che rendono sempre più importate il ruolo degli alberi nelle città, non solo come elemento decorativo ma soprattutto come “infrastruttura vegetale strategica” per la mitigazione delle temperature e la regolamentazione della acque meteoriche, nelle ultime settimane abbiamo assistito a diverse polemiche relative alle potature in atto in Via Saporito, fatte a quanto pare secondo la tecnica della capitozzatura, i cui potenziali danni per le piante sono da tempo evidenziati da tutta la letteratura scientifica del settore.
Dopo le segnalazioni dei cittadini, l’Assessore al Verde pubblico Dello Margio, richiamando la normativa ambientale nazionale, è intervenuta bloccando i lavori e chiedendo alla Ditta incaricata l’utilizzo di altre tecniche di taglio, la presenza costante del direttore dei lavori sul cantiere, l’utilizzo di personale specializzato; l'ufficio ha inoltre richiesto una relazione dell’agronomo consulente della ditta circa le motivazioni tecniche delle scelte effettuate. (N.d.R. La consulenza di un agronomo abilitato è un obbligo previsto dall’Accordo quadro di settore che regola gli appalti per la gestione del verde urbano) Il Consigliere Baldascino ha rincarato la dose specificando che, al di là dei richiami alle norme nazionali, già nel “Regolamento per la tutela e lo sviluppo del patrimonio verde del Comune di Aversa” del 2021 è espressamente vietata la capitozzatura (si veda in particolare l’articolo 3, comma 1, lettera b), chiedendo all’Amministrazione di vigilare sull’applicazione delle nuove disposizioni sui lavori in atto e contestando lo scavalcamento delle competenze dell’Ufficio Tecnico nell’azione di controllo.
Come se non bastasse, proprio in questi giorni, Aversa Vivibile ha segnalato all’Assessore e all’Ufficio per il Verde pubblico l’effettuazione di potature alle alberature di alcune scuole (al momento quella in Via Giotto) da una ditta incaricata dalla Win Ecology che, oltre a curare l’igiene urbana, per contratto si occupa anche della manutenzione delle aree verdi scolastiche. Anche in questo caso dalle foto sembrerebbe essere stata usata la tecnica della capitozzatura che chiaramente viene preferita dalle imprese (in mancanza di prescrizioni restrittive ed adeguati controlli) e a volte dagli stessi committenti perché più rapida, meno costosa, apparentemente più duratura, scaricando ovviamente sulle future amministrazioni e soprattutto sui cittadini i possibili danni alla struttura degli alberi: la capitozzatura, infatti, favorisce l’insorgenza di carie e determina la formazione di ricacci debolmente ancorati, con possibili conseguenze sulla stabilità futura delle piante, offrendo una rapida giustificazione per il loro abbattimento “per motivi di sicurezza” come oggi accade sempre più frequentemente, visti i rischi di caduta rami connessi ai fenomeni meteo estremi.
A questo punto si apre una questione importante relativa alle prescrizioni preventive e ai controlli in itinere nei lavori di potatura e più in generale di manutenzione del verde urbano dell’Ufficio Tecnico comunale di Aversa. Anche se la Norma UNI 11622-1, i Criteri Ambientali Minimi - CAM per il verde pubblico e il Regolamento comunale sul Verde Urbano di Aversa definiscono in maniera precisa cos'è una capitozzatura chiaramente per poterla individuare ed eventualmente bloccare, al momento non abbiamo nell’organico un agronomo comunale né un consulente esterno che possa supervisionare queste operazioni e fornire pareri tecnici di parte pubblica nel contenzioso che adesso per esempio si è venuto a determinare con le ditte private incaricate delle potature di Via Saporito e Via Giotto. Inoltre, come tutti sanno, l’Ufficio Tecnico di Aversa è notoriamente sottodimensionato sia per la parte dirigenziale che per quella dei funzionari, costretti a caricarsi di vari incarichi e compiti anche in settori diversi (ed è questo il caso anche dell’Ufficio per il Verde Urbano), rischiando al di là della competenza e buona volontà dei singoli professionisti che abbiamo avuto modo più volte di apprezzare , di non poter garantire per esempio un adeguato e costante controllo sui lavori di potatura in corso, vista la grandezza della città ed il numero delle alberature coinvolte. Pur non essendo un tecnico, inoltre, immagino che di fronte alla relazione dell’agronomo della ditta che casomai giustifica quella tecnica di taglio sia difficile per il nostro Ufficio Tecnico replicare in maniera efficace, dovendo entrare nel merito di competenze agronomiche e forestali che non sono previste nei profili professionali presenti nell’organigramma (ingegneri, architetti, geometri), al di là degli sforzi di aggiornamento professionale individuale.
Tutto questo per ribadire l’urgenza di nominare un agronomo come consulente esterno dell’Ufficio Tecnico, al fine di garantire una supervisione di parte pubblica efficace durante i lavori di gestione e manutenzione del verde pubblico. Dovremmo aver capito (ma ne siamo sicuri ?!) che salvaguardare ed incrementare il patrimonio arboreo comunale non è un lusso o un optional ma una necessità sempre più impellente per città come Aversa sempre più cementificate e soffocate dall’inquinamento atmosferico (vedi costante superamento livelli PM10) e dagli allagamenti, oltre che dal caldo torrido delle nostre estati.
Si tratterebbe tra l'altro di dare continuità a quello che era già stato fatto nella precedente Amministrazione, quando era stato nominato su proposta dell’Assessore all’Ambiente Caterino un agronomo come consulente: questo permise, tra l'altro, l’elaborazione di un importante progetto di cura fitosanitaria dei lecci del Parco Pozzi realizzato con la collaborazione della Regione Campania che ne impedì l’abbattimento, oltre che una vigilanza più adeguata e costante sulle operazioni di potatura.
La presenza, poi, di un agronomo come consulente dell’Ufficio Tecnico permetterebbe di gestire in maniera più adeguata i lavori pubblici che prevedono la messa a dimora di nuovi alberi e piante (come quelli in corso in Piazza Vittorio Emanuele), evitando di compiere errori nella scelta delle essenze arboree che avrebbero sicuramente conseguenze sul piano della manutenzione, della possibilità di sopravvivenza delle piante e dei possibili danni ai lavori effettuati. Anche la cittadinanza e le associazioni beneficerebbero di questa consulenza, ottenendo per esempio consigli tecnici per la gestione delle aiuole comunali adottate, garantendo un’omogeneità e programmazione di interventi di piantumazione oggi assente.
Ma per chiudere il cerchio, servirebbe attivare anche un servizio di giardinieri comunali che si prenda poi cura delle piante messe a dimora si spera con la consulenza di un agronomo, quanto meno innaffiandole periodicamente soprattutto nelle ormai lunghe e torride estati, evitando che si secchino in pochi mesi, come successo per esempio recentemente ad alcuni alberi in Via della Libertà o alle siepi della pista ciclabile di Via Gramsci.
Il Verde è Vita ma richiede cura continuativa e risorse umane e finanziarie adeguate, se no Muore. E allora, anche in una situazione di carenza di fondi, vanno fatte delle scelte di bilancio coraggiose e coerenti: infatti, al di là delle polemiche in atto, tutti sappiamo che gli scarsi fondi previsti annualmente per il verde pubblico (circa 120.000 euro più qualche piccolo residuo aggiuntivo per il 2026) finiranno presto con le spese di potatura (ovviamente parziali, soprattutto per tamponare emergenze e segnalazioni di pericolo) e qualche taglio d‘erba. E allora chiediamoci se piuttosto che finanziare progetti per il marketing territoriale della città o altre consulenze di immagine, in mancanza di risorse, non sia forse prioritario garantire il suo decoro e vivibilità, evitando di doverlo poi fare solo con Photoshop e l’Intelligenza Artificiale.
Ferdinando Pirro – Aversa Vivibile 💚🌳