24/02/2026
Il 15 febbraio scorso, in tutta Italia, le piazze sono state attraversate dai movimenti femministi e transfemministi, per dire No al DDL Bongiorno e alla volontà politica di ridurre la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività LGBTQIA+ a mera questione linguistica.
La mobilitazione, promossa dai Centri antiviolenza e dalle realtà femministe e transfemministe, sta crescendo di ora in ora e realtà differenti della società civile si sono unite nel desiderio comune di affermare la piena autodeterminazione dei corpi, la loro inviolabilità e la loro libera scelta.
A 30 anni dalla legge sulla violenza sessuale 66/96, le piazze tornano a dire che l’inviolabilità dei corpi, i diritti umani inalienabili e la cultura del consenso sono irrinunciabili.
La chiamata è potente e irrinunciabile: tutte, tutti e tuttu in piazza della Repubblica, sabato 28 febbraio, concentramento alle 13 e partenza del corteo alle 14.
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