Ambiente Asti

Ambiente Asti Lista civica eletta nel Consiglio comunale di Asti. Viviamo la politica come servizio al bene comune.

Siamo una lista civica nata da cittadini attenti alle tematiche ecologiche, ai diritti, alla partecipazione, alla legalità.

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10/06/2026

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di Cesare Qu***ia, agricoltore. Un filo rosso unisce le spiagge dell’Albania e le colline di Asti: la tendenza al “turismo estrattivo”, un’economia dell’es...

07/06/2026

‼️Dieci milioni di euro per scoprire che bisogna aprire le finestre
🗞️Leggiamo con attenzione le dichiarazioni dell'amministrazione sulla situazione della scuola Jona e confessiamo di essere rimasti sorpresi.
Di fronte ad aule che arrivano a sfiorare i 30 gradi, studenti che accusano malesseri e una scuola inaugurata appena tre anni fa che necessita già della progettazione di un impianto di raffrescamento, la risposta fornita ai giornali è stata la seguente:
"Abbiamo messo in atto misure per limitare il disagio come tende oscuranti, ventilatori, oltre a usare le aree più fresche e abbiamo chiesto di mettere in campo misure di precauzione come aprire le finestre al mattino presto per arieggiare."
A leggere queste parole abbiamo avuto l'impressione di essere capitati non nella cronaca di una scuola del 2026, ma nel classico servizio televisivo che ogni estate accompagna le ondate di calore.
"Bere molta acqua."
"Restare nei luoghi freschi."
"Aprire le finestre al mattino."
"Mangiare leggero."
Consigli utilissimi. Nessuno lo mette in dubbio.
Ma normalmente vengono rivolti agli anziani durante le settimane più torride dell'anno, non agli studenti di una scuola da dieci milioni di euro inaugurata nel 2023 come simbolo dell'edilizia scolastica del futuro.
Ed è qui che nasce il nostro stupore.
Perché nessuno mette in discussione le competenze tecniche dell'assessora. Anzi. Proprio per questo restiamo ancora più colpiti.
Le grandi vetrate che caratterizzano l'edificio non sono un evento imprevedibile. Erano previste dal progetto. Erano nelle tavole tecniche. Erano nei rendering. Erano presenti quando sono state effettuate le scelte progettuali.
E un tecnico sa perfettamente che il sole non scalda soltanto l'aria. Esiste l'irraggiamento. Esistono gli apporti termici attraverso le superfici trasparenti. Esistono le verifiche sul comfort estivo. Esistono le simulazioni energetiche.
Soprattutto, esiste il cambiamento climatico, che nel 2023 era già una realtà nota e non una sco

05/06/2026

Il bivio di Eracle, il cane sul ponte e il dovere verso la città

Mettiamo che la Banca d'Italia ritenga incompatibile l'esercizio contemporaneo della carica di sindaco di Asti e della presidenza della banca. Mettiamo che arrivi il momento in cui non sia più possibile tenere insieme i due ruoli e che sia necessario scegliere.

Gli antichi greci avrebbero probabilmente spiegato questa situazione attraverso due racconti.

Il primo è il celebre mito di Eracle al bivio.

Si racconta che il giovane Eracle, prima di diventare l'eroe conosciuto in tutto il mondo antico, si trovò solo a riflettere sul proprio futuro. Aveva davanti a sé una vita ancora tutta da costruire. A un certo punto gli apparvero due figure femminili.

La prima si presentò con abiti sontuosi, gioielli e parole rassicuranti. Gli promise una vita facile, fatta di privilegi, onori e soddisfazioni immediate. Nessuna fatica, nessuna rinuncia, nessun sacrificio. Tutto sarebbe stato semplice e gratificante.

La seconda figura aveva un aspetto più sobrio. Non promise ricchezze né comodità. Gli parlò invece di responsabilità, impegno, dovere e fedeltà alla parola data. Gli spiegò che la strada che proponeva sarebbe stata più difficile, ma che proprio per questo avrebbe dato senso alle sue azioni e valore alle sue conquiste.

Eracle ascoltò entrambe. Avrebbe voluto forse ottenere i vantaggi di una strada senza rinunciare all'altra. Ma comprese che ciò non era possibile. Le due vie si dividevano e nessun uomo può percorrere contemporaneamente due cammini diversi. Così scelse. E proprio perché scelse, divenne l'eroe che la storia ricorda.

La lezione del racconto non è che una strada sia necessariamente buona e l'altra cattiva. La lezione è che esistono momenti in cui non si può avere tutto. Arriva il momento in cui bisogna decidere quale responsabilità assumersi e quale lasciare.

La seconda storia è una favola di Esopo, apparentemente più semplice ma altrettanto attuale.

Un cane aveva trovato un magnifico pezzo

04/06/2026

A un anno dall’approvazione, il gruppo presenta un’interrogazione sullo stato di avanzamento delle misure, dai finanziamenti agli organismi di monitoraggio fino ai “rifugi climatici”

04/06/2026

Con 400 questionari distribuiti, i volontari dell'associazione hanno interpellato i settori commercio, manifattura, servizi e agricoltura della nostra provincia

04/06/2026

Di fronte alla crescente intensità e frequenza delle ondate di calore, che mettono a dura prova la salute pubblica e la qualità della vita nelle città, il consigliere Mario Malandrone di Ambiente Asti ha presentato un'interpellanza chiedendo chiarimenti sull'attuazione dei cosid...

04/06/2026

Dalla lista civica arriva la richiesta al Comune di far vivere la più importante area verde del centro con iniziative ed eventi che coinvolgano cittadini e associazioni

01/06/2026

Come Ambiente Asti e Verdi esprimiamo forte preoccupazione per quanto riportato in questi giorni dagli organi di stampa sulle condizioni insostenibili vissute da studenti e docenti presso la Jona, , dove il caldo avrebbe ormai superato livelli tollerabili.
Non si tratta più di semplici disagi stagionali.

Quando in aula si arriva a stare male, a perdere concentrazione o addirittura a svenire, siamo davanti a un problema di salute pubblica e di sicurezza. Ed è ancora più grave se tutto questo accade in edifici recenti, che avrebbero dovuto essere progettati tenendo conto delle nuove condizioni climatiche come nel caso della Jona.
Da anni si parla di emergenza climatica, ma troppo spesso le opere pubbliche continuano a essere pensate con modelli del passato: poco verde, scarsa ventilazione, grandi vetrate difficilmente schermabili che accumulano calore e assenza di strategie efficaci contro le alte temperature.
La Jona all’atto della presentazione sembrava ipotizzare un'altra storia con attenzione alle energie rinnovabili, la coibentazione, materiali dichiarati di qualità ma poi alla prova dei fatti sono parsi evidenti i limiti nella soluzione architettoniche scelte e la relativa capacità di collocare la nuova costruzione in un contesto climatico del tutto prevedibile.
La scuola, inoltre è una delle poche dotata di pannelli solari, quindi con la produzione di energia in autonomia, questa potrebbe essere una possibilità per avere un impianto di climatizzazione con costi molto ridotti dal punto di vista energetico, tenendo conto che in genere il problema grosso della climatizzazione è proprio il consumo di energia.
Gli studenti hanno diritto a studiare in ambienti dignitosi.
Gli insegnanti hanno diritto a lavorare in condizioni sicure. Non è accettabile che ogni ondata di calore si trasformi in un’emergenza improvvisa.
Per questo chiediamo:
controlli immediati sulle temperature negli edifici scolastici;
un piano straordinario di adattamento climatico delle scuole;
investimenti su alberature, schermature solari, ventilazione ed efficientamento energetico;
trasparenza sui tempi degli interventi e sulle eventuali responsabilità progettuali.
La crisi climatica non è un problema futuro: è già dentro le nostre città e dentro le nostre scuole. E ignorarla oggi significa lasciare soli ragazzi, famiglie e personale scolastico ad affrontarne le conseguenze.

Ambiente Asti -Verdi

01/06/2026

FONDAZIONE CR ASTI E BANCA DI ASTI: IL TEMA È L'AUTONOMIA DELLA POLITICA DAI CENTRI DI POTERE ECONOMICO

In queste settimane il dibattito pubblico astigiano si è concentrato su indiscrezioni, retroscena e rapporti personali tra esponenti politici. Una discussione che rischia però di allontanare l'attenzione dalla questione realmente centrale.

Al di là del chiacchiericcio politico, delle indiscrezioni e delle ricostruzioni più o meno interessate, ciò che deve essere chiarito davanti alla città è un punto molto più rilevante: l'effettiva indipendenza delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, dai vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e della Banca di Asti.

È questa la questione che riguarda direttamente la qualità della democrazia locale. I cittadini hanno il diritto di sapere che chi li rappresenta esercita il proprio ruolo in piena autonomia, senza condizionamenti, senza rapporti privilegiati e senza subordinazioni nei confronti dei principali centri di potere economico e finanziario del territorio. La credibilità della politica si misura proprio nella sua capacità di mantenere una netta distinzione tra interesse pubblico e interessi particolari.

Per questo riteniamo che la discussione debba concentrarsi sulla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, sulla Banca di Asti e sui nuovi equilibri che si sono determinati negli ultimi mesi. Chiunque ricopra ruoli pubblici o ambisca a governare la città deve dimostrare nei fatti piena indipendenza da qualsiasi potere economico, finanziario o imprenditoriale.

Asti ha bisogno di istituzioni forti e autonome, capaci di agire esclusivamente nell'interesse della collettività. Quando i confini tra politica, finanza e grandi interessi privati diventano sfumati, si indeboliscono la trasparenza, la credibilità delle istituzioni e soprattutto la fiducia dei cittadini, che è il primo e più importante fondamento della democrazia.

Fin dall'inizio della vicenda abbiamo sostenuto la necessità di una scelta chiara da parte di chi ha assunto contemporaneamente incarichi istituzionali e ruoli ai vertici del sistema bancario e fondazionale locale. Abbiamo chiesto le dimissioni dagli incarichi pubblici perché riteniamo che tali sovrapposizioni generino inevitabili problemi di opportunità e di indipendenza.

Ma abbiamo sempre affermato con altrettanta chiarezza un principio: se un incarico deve essere lasciato, non dovrebbe essere quello affidato dagli elettori. Il mandato ricevuto dai cittadini attraverso il voto rappresenta infatti un patto democratico che dovrebbe prevalere rispetto a incarichi ottenuti successivamente all'interno di organismi bancari o fondazionali.

Questo principio vale per tutti. Vale per il Sindaco Maurizio Rasero, eletto per amministrare la città e successivamente approdato ai vertici della Banca di Asti. Vale allo stesso modo per il consigliere comunale del Partito Democratico entrato negli organismi della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. In entrambi i casi riteniamo che si sia determinata una evidente contraddizione rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.

Chi è stato eletto dai cittadini dovrebbe considerare prioritario l'impegno assunto verso la comunità. Diversamente si rischia di trasmettere l'idea che il ruolo pubblico sia utilizzato come strumento per accedere a incarichi più influenti all'interno dei principali centri di potere economico e finanziario del territorio.

La vicenda pone inoltre interrogativi che meritano risposte chiare. Quali criteri hanno guidato le recenti scelte ai vertici della Fondazione? Hanno pesato esclusivamente competenze, capacità e visione strategica oppure anche equilibri politici e rapporti consolidati nel tempo?

Non si tratta di questioni marginali o di polemiche strumentali: si tratta della sostanza stessa del rapporto tra cittadini, istituzioni e poteri economici. Quando la percezione pubblica è quella di una commistione tra ruoli, incarichi e interessi, a perdere non è solo la singola figura coinvolta, ma l’intero sistema istituzionale locale.

Per questo è necessario alzare lo sguardo e affrontare la questione per ciò che è realmente: non un tema di gossip politico, ma un problema di equilibrio democratico e di trasparenza strutturale.

La città merita chiarezza, autonomia della politica e una netta separazione tra interesse pubblico e interessi particolari. È su questo terreno che si misura la qualità della democrazia locale. Serve un cambio di passo netto, non cosmetico, che riporti al centro il principio di responsabilità pubblica e il primato del mandato elettorale rispetto a qualsiasi altra appartenenza o incarico.

Solo così si può ricostruire fiducia. Solo così si può evitare che i cittadini percepiscano le istituzioni come un sistema chiuso, autoreferenziale o condizionato da centri di potere esterni. E solo così la politica può tornare a essere ciò che deve essere: servizio alla comunità e non scala per altri percorsi.

Mentre altri discutono di nomine e assetti di potere, noi continuiamo a lavorare per costruire un'alternativa credibile, fondata sul bene comune, sulla trasparenza amministrativa e sull'indipendenza della politica da ogni centro di potere economico e finanziario.

Ambiente Asti

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