14/08/2025
Mi ha fatto molta impressione un'immagine del TG2 delle 13 di oggi che vi ripropongo. L'ennesimo naufragio di ieri a sud di Lampedusa con 27 morti (tra cui un neonato e alcuni bambini) e un numero imprecisato di dispersi.
Un loculo troppo troppo grande per una piccola innocente nata da poco strappata dalle braccia della madre.
Mi si stringe il cuore come essere umano, padre, nonno, cittadino e soprattutto cristiano…..
C’è indignazione, impotenza ma anche tanta rabbia per le ingiustizie di questa epoca.
Riguardando questo fotogramma mi è subito tornato in mente l’appello di suor Giovanna della comunità della Piccola Famiglia dell' Annunziata di Ma'in, vicino al confine con la Cisgiordania di ieri.
Altro scenario …..stesso dolore, stessa rabbia, stessa indignazione…….
“…….. Mi addolora profondamente vedere una Chiesa quasi silente.
Non mi do pace al pensiero che da parte delle comunità religiose non sia nata alcuna iniziativa concreta.
Forse perché ci siamo abituati a pensare che la testimonianza debba essere “interiore”, “silenziosa”, “nascosta”.
Ma oggi, davanti a una tragedia di queste proporzioni, non c’è nulla di più scandaloso del silenzio religioso.
Forse si teme di “esporsi troppo”, di “entrare nel politico”, di “rompere gli equilibri”…
Ma non può esserci neutralità davanti a un genocidio.
O si è complici, o si sceglie la verità.
E oggi, la verità urla dalle macerie di Gaza.
Decine di migliaia di morti, bambini mutilati nel corpo e nell’anima, ospedali distrutti, famiglie cancellate.
Tutto questo accade nel silenzio — o nella complicità — di molti poteri, anche religiosi.
Non basta più dirsi “in preghiera”.
Non basta condannare “la violenza in generale”.
Dove siamo noi, mentre un popolo viene annientato?
Dove sono le nostre comunità, le nostre diocesi?
Dove sono le parole profetiche? Dove sono i gesti concreti?
Suor Giovanna”
Che facciamo insieme?
Pino Felicetti Presidente PAS