21/05/2026
𝗦𝗮𝗽𝗲𝘃𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗲𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?
Certo! Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” della persona con disabilità sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%.
Lo “sconto fiscale” deve essere calcolato su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta anche per le spese sostenute per il familiare non autosufficiente, a prescindere dal fatto che sia o meno fiscalmente a carico.
Ecco i dettagli fondamentali per non perdere questa opportunità:
✅ 𝗥𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼
La detrazione spetta se il reddito complessivo del contribuente non supera i 40.000 euro (nel calcolo va incluso anche l'eventuale reddito da affitti con cedolare secca).
✅ 𝗖𝗵𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 "𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲"?
Si intendono le persone non in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana (come mangiare, lavarsi, vestirsi o camminare) o che necessitano di sorveglianza continuativa. Tale stato deve risultare da una certificazione medica e deve essere collegato a patologie.
✅ 𝗧𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗗𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶
Per ottenere l'agevolazione il pagamento deve essere tracciabile (es. bonifico, carta di credito). È necessaria una ricevuta che contenga i codici fiscali di chi paga, di chi presta l'assistenza e del familiare assistito.
✅ 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶
La detrazione è valida anche se l'assistenza è fornita da case di cura o di riposo (per la sola quota di assistenza), cooperative di servizi o agenzie interinali.
✅ 𝗟𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗲 𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
Il tetto di 2.100 euro è riferito al singolo contribuente, anche se assiste più persone. Se invece più familiari contribuiscono alla spesa per la stessa persona, l'importo va ripartito tra loro.
💡 Questa detrazione è cumulabile con la deduzione dei contributi previdenziali (INPS) versati per colf e badanti, deducibili fino a un massimo di 1.549,37 euro.
Aiuta chi ha bisogno di assistenza a conoscere i propri diritti! Condividi questo post.