21/08/2026
Ieri sera, al complesso rupestre "Grotte della Gurfa" di Alia, è accaduto qualcosa di speciale.
La roccia, la luce, il silenzio e la musica si sono incontrati per dare vita a un’esperienza difficile da raccontare a parole.
Al centro, la musica di Davide Ambrogio, giovane artista che ha scelto Alia e le Grotte della Gurfa come luogo di ricerca, ascolto e creazione. Qui Davide ha registrato i suoni della roccia, raccogliendo e restituendo voce a un luogo che da millenni custodisce storie, vibrazioni e memoria. Ieri sera quei suoni sono tornati a vivere, davanti a un pubblico attento e partecipe, in una dimensione quasi sospesa.
Per l’Associazione Minosse è stato un orgoglio poter contribuire alla realizzazione di questo appuntamento e, soprattutto, aver accompagnato Davide, Anna Ida, Valeria, Walter e tutto il loro gruppo di lavoro in questo anno e mezzo durante il quale abbiamo avuto la fortuna di vedere nascere, passo dopo passo, un progetto capace di mettere in relazione un artista con un territorio.
Un grazie sincero a tutte le realtà, gli enti, le associazioni e le istituzioni che hanno reso possibile questa esperienza e che hanno creduto nel progetto. Dietro a una visione grande ci vogliono grandi collaborazioni!
Ringraziamo in particolare: il Comune di Alia, l'assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia, la Città Metropolitana di Palermo, l'Associazione Musicale Etnea, ArcitavolaRotonda e Studiotrama di Palermo.
E un grazie, soprattutto, a chi ieri sera ha scelto di esserci.
È stato bello vedere arrivare alle Grotte persone da lontano, venute ad Alia appositamente per ascoltare, conoscere, vivere questo luogo.
Una presenza che ci rende felici, ma che ci lascia anche una piccola riflessione.
Forse dovremmo imparare a riconoscere un po’ di più le occasioni che accadono proprio davanti ai nostri occhi. Perché a volte ciò che cerchiamo altrove è già qui, nel nostro territorio, e aspetta soltanto di essere ascoltato.
Ieri Alia aveva qualcosa di raro da offrire.
E chi c’era lo ha sentito.
In ultimo, grazie alle Grotte della Gurfa, che ancora una volta ci hanno ricordato quanto sia straordinario ciò che abbiamo la responsabilità di custodire e, soprattutto, di vivere.