21/09/2022
Il Coordinamento Palermo Pride esprime vicinanza e solidarietà allə compagnə la cui protesta pacifica, in occasione del comizio di Fratelli d’Italia a Palermo, è stata repressa da un intervento delle forze dell’ordine che appare spropositato nelle forme e nei numeri. Riteniamo preoccupante che basti il grido “al lupo” nei tg nazionali di Giorgia Meloni (dopo comizi nei quali le proteste non hanno mai messo a rischio la sua agibilità politica) per trasformare l’esercizio del diritto di protesta in un potenziale pericolo per “la sicurezza”.
Non è a caso che abbiamo messo al centro del Pride 2022 il tema dell’ordine pubblico: che per noi non è sinonimo di securitarismo né di azione repressiva ma è sinonimo di libertà di attraversare le piazze anche per protestare, di vivere gli spazi delle nostre città come luoghi accoglienti e di agibilità politica per tutti i movimenti.
Ordine pubblico è il rispetto delle libertà fondamentali e non l’uso sproporzionato dell’ intimidazione da parte delle Istituzioni.
Che una leader di partito chieda espressamente di tenere sotto controllo le proteste di chi la contesta è gravissimo. Per questa ragione è necessario mettere a tema la cancellazione dei decreti Minniti e Salvini ed il superamento di una visione culturale dell’ordine pubblico fondata sui controlli e sulle limitazioni delle libertà personali.
Il confronto con gli altri movimenti e le altre associazioni e i partiti politici per noi si fonda sulla condivisione di un punto che consideriamo irrinunciabile: è necessario uscire dalla retorica securitaria mostrando la realtà, cioè che l’innalzamento delle misure repressive (dai DASPO urbani agli ingenti spiegamenti di forze dell’ordine, dai limiti alle libertà di movimento alle regole repressive che gravano sugli spazi di socializzazione) non fanno altro che rendere le nostre città meno sicure.
Riteniamo inaccettabile la sovversione delle regole di civiltà politica secondo la quale è violento un cartello di protesta contro Fratelli d’Italia ma non lo sono gli slogan dello stesso partito (nelle stesse piazze) contro le persone migranti, le persone lgbtqia+, i percettori e le percettrici di Reddito di Cittadinanza.
Il vero ordine pubblico siamo noi, sono i movimenti che attraversano le città rendendole luoghi di scambio politico e spazi sicure per le comunità che le vivono.