14/06/2026
Decidere per altri è sempre qualcosa che, nel profondo, non si vorrebbe mai fare. Ognuno di noi, al di là della specie di appartenenza, è un individuo con i propri desideri, pensieri, paure, speranze e volontà.
Ma quando la prospettiva di vita futura presenta soltanto sofferenza, prendere una decisione diventa un dovere etico. Un atto d’amore doloroso, ma necessario.
Non è mai facile salutare qualcuno che fa parte della propria famiglia. In questo habitat multispecie siamo tutti interconnessi: condividiamo gli spazi, le abitudini, le gioie e le preoccupazioni. E quando uno di noi se ne va, lascia inevitabilmente un vuoto.
In questi giorni abbiamo dovuto affrontare due lutti.
Nando, un anziano pitbull di 16 anni, accolto al rifugio otto anni fa dopo una vita trascorsa in strada insieme al suo umano di riferimento, che all’epoca stava affrontando anche dei problemi giudiziari. Nonostante tutto ciò che aveva vissuto, Nando aveva trovato qui una casa, una routine e gli affetti che meritava.
E Rebecca, la prima abitante suina accolta al rifugio. Furono alcuni attivisti liguri a contattarci raccontandoci la sua storia. Rebecca era stata acquistata dal proprietario di uno stabile per farne salami: queste furono le parole esatte. Ma gli inquilini, vedendola scorrazzare in giardino, si affezionarono a lei e decisero di chiederci aiuto.
Rebecca ha vissuto qui come individuo, non come un codice a barre. Si fidava di noi e dei suoi compagni. Aveva un legame speciale con Mallory che, quando arrivò al rifugio magra e terrorizzata, trovò proprio in Rebecca una presenza rassicurante e un’amica.
Negli ultimi tempi, però, le zampe posteriori non la sostenevano più. E la prospettiva di vita, per una suina di quasi 400 chilogrammi in quelle condizioni, era quella di trascinarsi a terra. Per l’amore che provavamo per lei, non potevamo permetterlo. Né potevamo lasciarla affossarsi senza riuscire nemmeno a girarsi, soprattutto con questo caldo, esponendola al rischio di dolorose piaghe da decubito.
Non è semplice reperire il protocollo utilizzato comunemente per cani e gatti anche per un suino. Molti veterinari “da campo” non dispongono di farmaci classificati tra le sostanze stupefacenti necessari per una sedazione adeguata. Fortunatamente, grazie al dottor Zucca e al dottor Masera, è stato possibile offrire sia a Nando sia a Rebecca una morte dolce e rispettosa, attraverso un’anestesia profonda seguita dalla somministrazione del Tanax.
Sono passati dal sonno alla morte senza alcuna sofferenza.
Li abbiamo accuditi e amati durante la loro vita. E li abbiamo accompagnati anche nell’ultimo tratto del loro cammino, assumendoci la responsabilità più difficile: quella di risparmiargli il dolore quando non c’era più alcuna possibilità di restituire loro benessere e dignità.
Vi abbiamo amati tanto.
Ciao Nando.
Ciao Rebecca.
La vostra famiglia multispecie.