14/06/2026
Si scrive "fine", si legge memoria.
Ieri sera abbiamo chiuso un cerchio importante per l’Archeoclub Aidone-Morgantina, portando la nostra comunità dentro il circuito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026. È stata una serata densa, accorata, vissuta davanti a una platea straordinariamente attenta, capace di cogliere tutta l'emozione di un tema che è carne e sangue della nostra terra.
Un grande ringraziamento va alla Fondazione Marida Correnti, luogo ideale, concreto e perfetto per far ba***re il cuore della cultura ad Aidone. La sua ospitalità preziosa è una certezza per tutti noi.
Un sentito e sincero ringraziamento va a Annamaria Raccuglia Sindaco di Aidone e a tutti componenti della Giunta Comunale per la loro presenza, una vicinanza che abbiamo molto apprezzato e che testimonia l'attenzione per il nostro territorio, un supporto concreto che mette la cultura fra le priorità delle scelte amministrative.
Un grazie sentito anche al dott. Michele Sabatino, Presidente del Rocca di Cerere Geopark per il suo lucido e prezioso intervento sulle prospettive di sviluppo delle nostre aree interne. Il grazie dell'Archeoclub va anche a Legambiente Piazza Armerina - Circolo Piazzambiente e a tutti i partner.
Ma il cuore pulsante della serata è stato il racconto dei nostri due ospiti.
Il regista Antonio Bellia ci ha letteralmente travolti con il suo documentario "A Pirrera". Le sue parole e la sua testimonianza sono state un pugno nello stomaco e una carezza alla memoria: ci ha restituito la verità storica, dura, dolorosa e a tratti taciuta, della vita e della morte dei minatori e delle loro famiglie nel dopoguerra. Un racconto toccante che nessuno di noi potrà dimenticare.
E poi la grande fotografia d'arte di Attilio Scimone. La sua mostra e il suo colossale volume "Il Paesaggio delle Solfare" – un lavoro imponente durato oltre tre anni e composto da 212 scatti – nascono da un'esperienza profonda, intima. È un’amarezza di vita vissuta che si trasforma in ricerca d’arte, capace di catturare l'anima e la luce dei monumenti industriali ormai abbandonati.
Abbiamo dato tantissimo per riannodare i fili della memoria di questo territorio. La storia, in fondo, non è un archivio di date polverose; è la mappa di ciò che siamo. E ieri sera, chi ha scelto di esserci, è tornato a casa con un pezzo di questa mappa nel cuore.
Grazie a tutti. Al prossimo viaggio.