03/06/2024
C’è un sentiero, dovrei dire forse ci sarebbe un sentiero per una passeggiata rigenerante! é in Aidone, è un sentiero dal panorama incantevole, gira tutto intorno al Castellaccio anche se neppure una volta si possono vedere i suoi ruderi. Da quando l’ho scoperto vi porto i miei amici, ma le sue condizioni sono sempre peggiori. Oggi pomeriggio ci siamo avventurate. Vi siamo arrivate dalla via Desiderio Sanfilippo, il sentiero è preceduto da “sterro” di muratura e ceramica di sanitari frantumata; da quel punto l’erba alta lascia ormai solo un piccolo sentiero al centro; la vegetazione è rigogliosa, e il panorama che ci accompagna alla nostra sinistra spettacolare! Il quartiere di Santa Maria, il Garraffo le lussureggiante Ciappa, i Mandrazzi, Le Noci... e poi le contrade dalla Vanella su per la Montagna, dietro vi indovini Piazza Armerina. Poi il panorama si apre sui calanchi e sulla Pintura con le sue strade provinciali, sai che c’è Valguarnera anche se non la vedi e poi Enna. Svolti la curva e gli Erei orientali ti appaiono in tutta la loro grandezza. C’è un po’ di foschia ma non tale da non lasciarti intravvedere Agira e Assoro. Siamo gìà in vista del Balzo di san Nicola quando di fronte ci appare maestosa l’Etna e la Piana, il lago Ogliastro e Morgantina e il quartiere di San Giacomo con le due chiese di sant’Antonio e della Madonna delle Grazie…. Il panorama è superbo ma devi tenere gli occhi bassi per vedere dove mettere i piedi: immondizia ovunque, i sentieri che portano al Balzo sono stracolmi di erbacce, immondizia e ancora sterro. La gente paga per far conferire nelle discariche speciali i rifiuti edili ma qualche muratore o trasportatore pensa bene di risparmiare tempo e costo lasciandoli nel vialetto e schiacciandoli.. quasi lo dobbiamo ringraziare! Non avevo mai visto il Balzo così sommerso da erbacce … quasi irraggiungibile! Che peccato! Abbiamo un percorso panoramico bellissimo che potrebbe diventare una vera e propria attrazione ma versa in uno stato di totale abbandono oggi più che mai… Vedremo mai il giorno in cui il nostro patrimonio ambientale godrà dell’interesse dei nostri amministratori?