28/05/2026
🟥 Riforma regionale del settore idrico: Cgil Sicilia, “Sbagliata nel merito e nel metodo. Si apra il confronto”
“Senza risorse e un grande piano regionale di settore sembra solo un’operazione di facciata non in grado di produrre risultati concreti”.
Palermo,27 mag- “La riforma del settore idrico presentata in Giunta dall’assessore Colianni è sbagliata nel metodo e nel merito. Non c’è stato nessun confronto preventivo su un tema così rilevante per i cittadini e i lavoratori del settore. Il testo esitato non risolve i problemi aperti e in assenza di un piano regionale sulle risorse idriche e di adeguati investimenti sembra solo un’ operazione di facciata”. Lo scrivono in una nota il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino e Gabriella Messina, segretaria confederale regionale. “Il testo- rilevano- non prevede una governance sovra-provinciale pubblica in grado di assicurare una pianificazione degli interventi per superare il gap infrastrutturale che la Sicilia sconta”. “Il disegno di legge nella sua attuale stesura- osservano- rischia di determinare solo l’ennesima creazione di sovrastrutture, l’incremento dei costi, la cristallizzazione delle frammentazioni esistenti, indebolendo il raggio d’azione dei Comuni, visto che le decisioni non dovranno più passare dai vari consigli comunali. Tutto questo- sottolineano Mannino e Messina- senza alcuna garanzia per i cittadini e per i lavoratori e senza concreti e immediati vantaggi”.
Prosegue la nota della Cgil: “C’è da aggiungere che il mantenimento della validità dei piani d’ambito in essere e di quelli in via di approvazione rischia di scontrarsi con l'asserito rispetto alla coerenza con il cosiddetto masper plan”. Mannino e Messina sottolineano che “senza la possibilità di intervento sui vari piani e sulle gestioni che scadranno tra qualche decennio è difficile pensare che ci saranno effetti positivi”.
Gli esponenti della Cgil affermano che “è chiaro ormai che la frammentazione delle gestioni non ha risolto la drammatica condizione idrica dell’isola”.”Servono una governance sovra- provinciale pubblica- sottolineano- risorse da parte della regione e un piano straordinario di investimenti per rivoluzionare realmente il settore”. “Riparare la rete per impedire le perdite è certamente un passo fondamentale, ma come mettiamo a rete il sistema? Come facciamo funzionare le dighe? E soprattutto quando visto che vengono prorogati i piani d'ambito?" Sono i quesiti posti dalla Cgil, per la quale “serve un grande piano regionale e pensare possa finanziarsi solo con gli introiti delle bollette a carico dei cittadini è pura illusione”. La Cgil chiede l’apertura di un confronto di merito per giungere a soluzioni che diano risposta alle criticità attuali.