Confrerie des Chevaliers de Saint Georges de Bourgogne

Confrerie des Chevaliers de Saint Georges de Bourgogne Confraternita dei Cavalieri di San Giorgio di Borgogna

𝔑𝔲𝔫𝔮𝔲𝔞𝔪 𝔏𝔞𝔢𝔰𝔞 𝔖𝔦𝔠 ℑ𝔫𝔱𝔢𝔤𝔯𝔞 𝔉𝔦𝔡𝔢𝔰 ⚜️ Il governatore veniva eletto a vita dal corpo dei cavalieri.
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STORIA

Le origini (1390)

La nobile associazione dei cavalieri di San Giorgio fu fondata a Rougemont verso l’anno 1300 dai signori della contea di Borgogna per riunire un gruppo di gentiluomini borgognoni di antica tradizione cavalleresca. Questa antica confraternita andò distrutta alla fine del XIV° secolo a causa delle guerre. Fu tuttavia rifondata nel 1390 da Filiberto di Mollans e Giovanni d’

Andelot, due cavalieri della Franca Contea, per onorare le reliquie di San Giorgio, che avrebbero riportato da un pellegrinaggio in Terra Santa. Filiberto di Mollans era signore di Mollans, scudiero del Duca di Borgogna e maestro visitatore degli arsenali e delle artiglierie dei re di Francia e d’Inghilterra; Giovanni di Andelot era il figlio di Giovanni, signore di Andelot-les-Sallins, e di Maria di Usier, dama di Vaudrey e di Rougemont, là dove aveva sede l’antica confraternita e dove essa teneva il capitolo annuale. La confraternita (1430-1484)

Filiberto di Mollans, uno dei restauratori dell’antica confraternita, ne fu eletto primo governatore dal corpo dei cavalieri. Dopo il governatore, veniva immediatamente per diritto di precedenza Guglielmo III° di Vienne. Quando il 10 gennaio 1430 il Duca di Borgogna Filippo il Buono istituì l’ordine del Toson d’Oro, ventiquattro cavalieri titolari formavano la prima promozione della confraternita di San Giorgio. Il Governatore riunì dunque verso il 1435 o il 1440 un certo numero di cavalieri della Franca Contea per onorare le reliquie di San Giorgio in una ca****la di cui aveva il diritto d’uso nel castello di Rougemont. Ed egli decise di celebrare ogni anno la festa del Santo, che la nobiltà considerava come il proprio patrono, perché era stato un soldato di cavalleria ed era iconograficamente rappresentato a cavallo armato di una lancia. I requisiti necessari per l’ammissione nella confraternita erano 16 quarti di nobiltà, l’essere di religione cattolica, l’essere nati nella Franca Contea, avere un’età minima di 16 anni e la possibilità di pagare un’oblazione d’ingresso di 300 livres. Gli altri dignitari della confraternita erano un Prelato, un Cancelliere, un Tesoriere e due Segretari. Da allora, i più illustri signori feudali della regione si affrettarono a farsi accogliere nella confraternita, e si riunirono ogni anno in capitolo nella ca****la di Rougemont il 22 aprile, veglia di San Giorgio. Le loro insegne a quest'epoca consistevano in una medaglia con raffigurato San Giorgio a cavallo che sconfiggeva il drago, appesa ad una catena d’oro. Filippo il Buono autorizzò la confraternita a portare la medaglia appesa ad un nastro rosso, alla stessa maniera di quella del Toson d’Oro. L’ordine cavalleresco (1485-1788)

La confraternita di San Giorgio era una associazione volontaria di gentiluomini, che non costituiva all’origine che una pia unione. Ma, a partire dal 1485, nuovi statuti la costituirono in ordine cavalleresco, riconosciuto dal papa Innocenzo VIII. Già arricchita di privilegi e prerogative da Filippo il Buono, la confraternita beneficiò di speciali favori spirituali concessi tanto dai pontefici romani, che dalle gerarchie delle chiese cristiane orientali. Nel 1648 la confraternita si trasferì a Besançon e non a Dole, allora capitale della Contea di Borgogna. In effetti a quel tempo la confraternita aveva già un ruolo politico e si opponeva al parlamento di Dole. Una sala nella torre di Montmartin fu ottenuta come sede attraverso un trattato con la città di Besançon, oltre all’esenzione, per i cavalieri residenti a Besançon, dal dovere di fornire alloggiamenti alle truppe. I cavalieri di San Giorgio furono da allora i soli nobili della città di Besançon a beneficiare di questo inestimabile privilegio. Nel frattempo, la confraternita sembra essersi riunita più volte a Vesoul, città che ha per patrono San Giorgio. Il 25 aprile 1661, la confraternita si riunì a Salins e decise che in seguito si sarebbe riunita a Besançon al convento dei Carmelitani Maggiori, fondato da un confratello: Giovanni di Vienne. Dopo la conquista francese nel 1668 e la definitiva annessione della Franca Contea alla Francia con la pace di Nimega nel 1678, Luigi XIV° decise di tollerare la confraternita, malgrado la sua resistenza all’invasore. Il Re stesso concesse ai cavalieri di portare le loro medaglie di San Giorgio appese ad un nastro di stoffa marezzata di colore blu come quello dell’Ordine del Santo Spirito, in modo da guadagnare con poco sforzo i favori di una parte consistente della nobiltà della Franca Contea, che gli avrebbe fornito ufficiali devoti per il suo esercito. Luigi XV° e Luigi XVI° continuarono la politica del Re Sole nei confronti della Confraternita e da allora le avrebbero inviato dei ritratti di loro stessi in piedi, sui quali si poteva leggere la scritta: “ Dono del Re ai cavalieri di San Giorgio della sua Contea di Borgogna”. Questi ritratti, insieme a quelli del Principe di Condé, protettore speciale della confraternita, andarono a decorare la bellissima sala dei Carmelitani Maggiori di Besançon, malauguratamente andata distrutta durante la rivoluzione. Le armi dell’ordine furono registrate nel 1696. Nel corso dell’assemblea generale del 25 aprile 1768 furono redatti e approvati i nuovi statuti. Dalla rivoluzione francese all’abolizione (1789-1824)

Molti dei membri dell’ordine di San Giorgio o sono morti o sono stati costretti all’esilio durante la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche: nel 1814 erano rimasti in tutto 24 cavalieri. Nel 1816, alla fine delle guerre napoleoniche, i sopravvissuti si sono riuniti sotto la guida di un veterano, il colonnello dei dragoni Carlo Emanuele, marchese di Saint-Mauris (1753-1839), Barone di Chatenois e di La Villeneuve, conte di Saulx e di Genevrey, poi maresciallo di campo e delle armate del Re ed ispettore generale della Guardia Nazionale. Gli statuti redatti dall’assemblea generale del 25 aprile 1768 furono riformati. Nuovi cavalieri vennero nominati, sino al raggiungimento del numero totale di 78 nel 1817, anno dell’ultima investitura. Ma la rinascita dell’ordine cavalleresco è molto breve: un’ordinanza reale del 16 aprile 1824 rese illegale portare le insegne e le decorazioni di ordini diversi da quelli reali. Una circolare del 5 maggio 1824 della Cancelleria della Legion d’Onore citò l’ordine di San Giorgio come espressamente abolito. L’ultimo legittimo cavaliere, il marchese di Jouffroy d’Abbans, morì nel 1869. Dopo questa data, l’antica confraternita di San Giorgio di Borgogna sopravvisse solamente come associazione privata e volontaria di gentiluomini, quale era alle sue origini. L’associazione (1825-2006)

Nel periodo più recente, l’associazione dei cavalieri di San Giorgio, benché privata della natura giuridica di ordine cavalleresco, non ha mai cessato di svolgere la sua missione benefica, adattandosi alle esigenze dell’apostolato nella società contemporanea e vivendo il Vangelo in uno spirito cavalleresco rinnovato per perseguire le sue finalità ecumeniche, umanitarie e caritative. Da allora, la nobiltà e la nascita nella Franca Contea hanno cessato di costituire requisiti necessari per l’ammissione. Oggi i cavalieri di San Giorgio di Borgogna sono presenti con proprie associazioni tanto in paesi europei di consolidata tradizione cattolica come la Francia, la Germania, l’Italia, la Russia, Khazakistan, Lussemburgo, Svizzera, Polonia e Ucraina. La natura giuridica delle associazioni nazionali varia a seconda dell’ordinamento dello Stato nel cui territorio hanno sede. In particolare, l’associazione dei cavalieri italiani di San Giorgio di Borgogna, per poter svolgere sia attività sociali, assistenziali e umanitarie, che di preghiera ed apostolato specificamente laicale, si è data uno statuto compatibile con entrambe le fattispecie giuridiche dell’organizzazione di volontariato di cui alla Legge dello Stato n. 266 dell’11 agosto 1991 (come tale ha ottenuto la registrazione in data 30 novembre 2005) e dell’associazione privata di fedeli di Diritto Canonico, di cui ai Canoni da 298 a 311 e da 321 a 329 del Codice del 1983. La Confraternita di San Giorgio è stata fondata nel 1390, oggi persegue una missione nobile attraverso una rete internazionale, con le delegazioni in Francia, Germania, Italia ed in altri paesi europei. La Confraternita o Sodalizio di San Giorgio di Borgogna è un'associazione di volontariato di fedeli, guidata da autorità ecclesiastiche per la promozione della ca**tà cristiana. Oltre al relativo orientamento religioso storico, la Confraternita è aperta ai tutti i cristiani, che guardano e promuovono con interesse ai valori della cavalleria. Pour Saint Georges

𝐔𝐧 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚': 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟐𝟔 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐...
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𝐔𝐧 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚': 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚

𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟐𝟔 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒 – La storica Chiesa di Sant'Antonio Maria Zaccaria ha accolto i membri della Confraternita di San Giorgio di Borgogna per un evento intriso di fede, fraternità e calorosa convivialità. In un’atmosfera carica di significato, questo incontro rappresenta una prima, vera occasione di ripresa delle attività dopo le restrizioni dovute alla pandemia, rafforzando i legami tra i membri e rinnovando l’impegno spirituale e comunitario della Confraternita.

La giornata è iniziata con l’apertura dei lavori del Capitolo Italiano e del Consiglio della Confraternita, un momento di riflessione e pianificazione che ha coinvolto attivamente i presenti su questioni di crescita spirituale e sulle missioni future. Durante la seduta, il Gran Priore, Don Nicola La Rocca, ha lanciato una nuova iniziativa: un percorso spirituale con incontri mensili, programmati per partire a fine novembre. Il corso, aperto a Dame e Cavalieri, è stato ideato per creare uno spazio di ascolto e preghiera, dove i partecipanti possano approfondire il significato della propria vocazione e riflettere sui valori di San Giorgio, patrono della Confraternita. "La spiritualità è il fondamento del nostro impegno," ha dichiarato il Gran Priore, "ed è nostro dovere coltivarla e farla crescere nel cuore di ogni Cavaliere e Dama."

La solenne celebrazione della Santa Messa ha rappresentato il cuore della giornata, un momento in cui sacralità ed emozione si sono intrecciate, culminando con l'investitura di un nuovo Cavaliere. Questo rito, curato con dovizia di particolari dal Gran Cerimoniere, Cavaliere Costantino V. Crocioni, ha suscitato grande gioia e commozione tra i presenti, richiamando i valori fondanti della Confraternita: fedeltà, servizio e amore. Durante l'omelia, il celebrante ha voluto richiamare il Vangelo del giorno precedente, che esortava a vivere nell’amore e nella compassione verso il prossimo, un messaggio perfettamente in linea con i principi della Confraternita e che ha trovato profonda risonanza tra Dame e Cavalieri.

Non sono mancate le preghiere per le anime delle Dame e dei Cavalieri che sono venuti a mancare negli ultimi anni, con un pensiero speciale per Padre Mercurio, figura di grandissima guida spirituale che ha lasciato un segno profondo nella Confraternita. Le preghiere sono state rivolte non solo a San Giorgio, ma anche a Maria Santissima, Madre di Dio, e a tutti i Santi, affinché continuino ad intercedere per il bene e le opere caritatevoli che la Confraternita persegue. La comune spiritualità ha avvicinato ulteriormente Dame e Cavalieri, uniti nel ringraziamento e nella richiesta di sostegno divino per le loro missioni caritatevoli.

La serata si è conclusa all'Antico Casale La Carovana, dove una cena di gala ha suggellato l'evento in un’atmosfera di autentica amicizia e condivisione. Tra i tavoli addobbati con cura e i sapori della cucina tradizionale, Dame e Cavalieri hanno avuto modo di scambiarsi racconti e riflessioni, rafforzando i legami di amicizia e sostegno reciproco. Un momento speciale della serata è stato segnato dalla consegna di un blasone dipinto a mano, donato al Cappellano della Confraternita, Don Eugenio Yurchenko, come segno di stima e riconoscenza per la sua guida spirituale. Il dono è stato consegnato personalmente dal Cancelliere e dal suo Vicario, i Cavalieri Giovanni e Giancarlo Salvarore, in un gesto che ha sottolineato il rispetto e l'affetto della Confraternita per la sua figura guida.

Tra una portata e l’altra, l’allegria e la fraternità hanno creato un’atmosfera familiare e calorosa, ricordando a tutti i presenti l'importanza non solo dell'impegno spirituale, ma anche della vicinanza e della condivisione. Al termine della serata, si è diffuso il desiderio di ritrovarsi presto, per trascorrere ancora altri momenti di pace e armonia insieme, sotto la benevolenza del Signore, nella certezza che la fede e la fratellanza continueranno a sostenere la Confraternita nel suo cammino.

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