27/04/2026
Era il 1963 quando Natalia Ginzburg si aggiudicò il Premio Strega con Lessico famigliare.
Un libro straordinario, che attraverso le parole e il linguaggio di una famiglia si fa scrigno di ricordi, sentimenti, affetti e relazioni umane. La Storia italiana con le sue vicende e avvenimenti, viene attraversata dalla fine della Prima guerra mondiale ai primi anni ’50. Nel romanzo non ritroviamo date, ma la quotidianità creata attraverso l’intimità del lessico famigliare fa da ordito sul quale si tesse, pagina dopo pagina, la storia collettiva di un intero Paese in trasformazione.
📌 Con il nostro Gruppo di Lettura Riflessiva ci confronteremo su questo romanzo nell’arco di tre appuntamenti online, sempre alle ore ore 20.
Martedi 28 aprile, Martedì 5 maggio,ì 12 maggio.
📌 Vuoi partecipare? Scrivi una mail o mandaci un messaggio in DM, saremo felici di accoglierti.
📕 “Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia […] per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole. Una di quelle frasi o parole, ci farebbe riconoscere l’uno con l’altro, noi fratelli, nel buio di una grotta, fra milioni di persone. Quelle frasi sono il nostro latino, il vocabolario dei nostri giorni andati, sono come i geroglifici degli egiziani o degli assiro-babilonesi, la testimonianza di un nucleo vitale che ha cessato di esistere, ma che sopravvive nei suoi testi, salvati dalla furia delle acque, dalla corrosione del tempo. Quelle frasi sono il fondamento della nostra unità familiare, che sussisterà finché saremo al mondo, ricreandosi e risuscitando nei punti più diversi della terra'.