13/03/2026
È tempo di rientrare, ora il lavoro deve continuare da casa. Se il vostro sostegno non mancherà, ancora tante persone riceveranno assistenza medica e terapie adeguate. Dopo il lavoro, raggiungo l'aeroporto, il volo per Addis Abeba è nel primo pomeriggio. La stazione di Bangui è molto diversa da ciò che normalmente si intende per aeroporto, il solo spazio bitumato è la stretta pista di decollo per l'unico aereo in partenza. Chiedo all'autista che mi accompagna di superare la folla di facchini, che qualcuno in condizioni fisiche peggiori delle mie debba portare il mio bagaglio mi mette a disagio, oltretutto si tratta di una sola valigia semivuota. Eppure non vado via senza nulla, sono arrivato carico di cose, parto stracarico di pensieri. Troverò i miei pazienti l'anno prossimo? Riuscirò a tornare? Proverò. Al momento devo superare un'infinità di controlli, alcuni sono veramente incomprensibili. Apro la borsa sopra una panca sistemata alla buona, davanti c'è una signora che mi chiede se trasporto piante, lei è del dipartimento forestale. 40 cm più avanti, la scena si ripete, ma la seconda signora si occupa di animali. Poi c'è il signore dedicato all'esportazione di valuta e dopo quello per gli oggetti preziosi. Uno che lascia euro per portare via franchi sefar penso non sia ancora nato, ma chi non ha mai abbandonato questa polvere non lo sa. Al check in mi chiedono di salutare il Papa, avendone l'occasione lo farò. Al posto di polizia devo dichiarare dove sono stato ospitato, per quanto tempo.e con quale impegno. A tutti devo mostrare il passaporto. Bonsoir, raggiungo il gate, porto con m hue una bottiglia d'acqua. Ovunque oggetto proibito, qui nessuno ha avuto da ridire e poi ci sono 39 gradi, forse nella sala qualcosa pure in più. Siamo sotto il Ramadan, i pochi islamici presenti stendono i loro tappetini a nord-est e assolvono alle dovute lodi al Signore. La Mecca è lontana, il muezzin improvvisato non dispera. Un cinese filma tutto con il suo cellulare. Sul piccolo aereo cerco di riposare, il viaggio è lungo. La litania di un ragazzo mi sveglia all'improvviso, lui prega da seduto, forse la posizione impone l'aumento di volume. Viene servito un pasto, l'eccessivo uso di spezie rende tutto dello stesso sapore. Quando terminerà la digestione sarò già in ambulanza, spero non come paziente. Le luci di Addis Abeba mostrano un'Africa molto diversa da quella vista a Bangui, la città cresce a ritmi incalzanti, tra le vecchie case spuntano ovunque grattacieli, ogni anno ne trovo qualcuno che non ricordavo. Anche l'aeroporto cresce, i voli sono tantissimi, per ogni angolo della Terra, oggi però molti sono stati cancellati a causa della guerra. Sembra quasi di essere in Europa, anche il clima è diverso, l'aria di montagna si sente, bisogna coprirsi. Qualcuno è stato incauto, ha ancora la sabbia di Zanzibar tra le infradito, cerca calore nel caffè. Ovunque campeggia la scritta "Ethiopia Land of Origins", non sappiamo se tutti siamo partiti proprio da qui, certo è che la culla dell'umanità da qui non è lontana. Da quell'alba lontana siamo cambiati, le hostess che incontro hanno un aspetto molto diverso da come immagino dovesse apparire la vecchia Lucy. Di sicuro sono andati persi molti peli, la pelle ambrata si offre alla vista per il piacere degli occhi. Guardare intorno mi aiuta a fare trascorrere le ore. Due bimbi giocano a imitare gli eroi dei cartoni animati. Avranno 5 o 6 anni, uno è emiliano, l'altro campano..Sembrano veramente dei cartoni, incarnano degli stereotipi. L'emiliano ha i capelli rossicci, porta degli occhiali tondi, parla un italiano molto ricercato per l'età, un intellettuale in erba. Il campano ha un aspetto molto più curato, è biondo, vestito alla moda. Entrambi amano il calcio, il primo si lamenta dell'obbligo paterno di seguire le lezioni di judo, il secondo non vuole andare al catechismo. Lo scambio di opinioni è interrotto da un familiare del piccolo campano, a stento capisco cosa dica. Sorrido di gusto quando il piccolo emiliano chiede al nuovo compagnetto se il padre parla inglese. Il gate D27 apre, prossima tappa Fiumicino. Il volo è su un aereo molto grande, purtroppo anche molto affollato. Sarà una lunga notte!