S'Atobiada - L'Incontro

S'Atobiada - L'Incontro La vendita del libro "S'Atobiada" (trad. L'Incontro) servirà a finanziare l'acquisto di un impianto fotovoltaico per l'Ospedale Pediatrico di Bimbo (RCA)

Siamo Pier Paolo Deidda (medico del 118 di Cagliari) e Regina Lorrai (Infermiera Prof.le 118 di Cagliari) da ormai 5 anni siamo impegnati a dare aiuto, sostegno, supporto ed attività volontaria presso l'ospedale pediatrico Pietro Celestino V - mantenuto dalle suore Celestine a Bimbo - Bangui nella Repubblica Centrafricana, uno dei paesi più poveri al mondo.

È tempo di rientrare, ora il lavoro deve continuare da casa. Se il vostro sostegno non mancherà, ancora tante persone ri...
13/03/2026

È tempo di rientrare, ora il lavoro deve continuare da casa. Se il vostro sostegno non mancherà, ancora tante persone riceveranno assistenza medica e terapie adeguate. Dopo il lavoro, raggiungo l'aeroporto, il volo per Addis Abeba è nel primo pomeriggio. La stazione di Bangui è molto diversa da ciò che normalmente si intende per aeroporto, il solo spazio bitumato è la stretta pista di decollo per l'unico aereo in partenza. Chiedo all'autista che mi accompagna di superare la folla di facchini, che qualcuno in condizioni fisiche peggiori delle mie debba portare il mio bagaglio mi mette a disagio, oltretutto si tratta di una sola valigia semivuota. Eppure non vado via senza nulla, sono arrivato carico di cose, parto stracarico di pensieri. Troverò i miei pazienti l'anno prossimo? Riuscirò a tornare? Proverò. Al momento devo superare un'infinità di controlli, alcuni sono veramente incomprensibili. Apro la borsa sopra una panca sistemata alla buona, davanti c'è una signora che mi chiede se trasporto piante, lei è del dipartimento forestale. 40 cm più avanti, la scena si ripete, ma la seconda signora si occupa di animali. Poi c'è il signore dedicato all'esportazione di valuta e dopo quello per gli oggetti preziosi. Uno che lascia euro per portare via franchi sefar penso non sia ancora nato, ma chi non ha mai abbandonato questa polvere non lo sa. Al check in mi chiedono di salutare il Papa, avendone l'occasione lo farò. Al posto di polizia devo dichiarare dove sono stato ospitato, per quanto tempo.e con quale impegno. A tutti devo mostrare il passaporto. Bonsoir, raggiungo il gate, porto con m hue una bottiglia d'acqua. Ovunque oggetto proibito, qui nessuno ha avuto da ridire e poi ci sono 39 gradi, forse nella sala qualcosa pure in più. Siamo sotto il Ramadan, i pochi islamici presenti stendono i loro tappetini a nord-est e assolvono alle dovute lodi al Signore. La Mecca è lontana, il muezzin improvvisato non dispera. Un cinese filma tutto con il suo cellulare. Sul piccolo aereo cerco di riposare, il viaggio è lungo. La litania di un ragazzo mi sveglia all'improvviso, lui prega da seduto, forse la posizione impone l'aumento di volume. Viene servito un pasto, l'eccessivo uso di spezie rende tutto dello stesso sapore. Quando terminerà la digestione sarò già in ambulanza, spero non come paziente. Le luci di Addis Abeba mostrano un'Africa molto diversa da quella vista a Bangui, la città cresce a ritmi incalzanti, tra le vecchie case spuntano ovunque grattacieli, ogni anno ne trovo qualcuno che non ricordavo. Anche l'aeroporto cresce, i voli sono tantissimi, per ogni angolo della Terra, oggi però molti sono stati cancellati a causa della guerra. Sembra quasi di essere in Europa, anche il clima è diverso, l'aria di montagna si sente, bisogna coprirsi. Qualcuno è stato incauto, ha ancora la sabbia di Zanzibar tra le infradito, cerca calore nel caffè. Ovunque campeggia la scritta "Ethiopia Land of Origins", non sappiamo se tutti siamo partiti proprio da qui, certo è che la culla dell'umanità da qui non è lontana. Da quell'alba lontana siamo cambiati, le hostess che incontro hanno un aspetto molto diverso da come immagino dovesse apparire la vecchia Lucy. Di sicuro sono andati persi molti peli, la pelle ambrata si offre alla vista per il piacere degli occhi. Guardare intorno mi aiuta a fare trascorrere le ore. Due bimbi giocano a imitare gli eroi dei cartoni animati. Avranno 5 o 6 anni, uno è emiliano, l'altro campano..Sembrano veramente dei cartoni, incarnano degli stereotipi. L'emiliano ha i capelli rossicci, porta degli occhiali tondi, parla un italiano molto ricercato per l'età, un intellettuale in erba. Il campano ha un aspetto molto più curato, è biondo, vestito alla moda. Entrambi amano il calcio, il primo si lamenta dell'obbligo paterno di seguire le lezioni di judo, il secondo non vuole andare al catechismo. Lo scambio di opinioni è interrotto da un familiare del piccolo campano, a stento capisco cosa dica. Sorrido di gusto quando il piccolo emiliano chiede al nuovo compagnetto se il padre parla inglese. Il gate D27 apre, prossima tappa Fiumicino. Il volo è su un aereo molto grande, purtroppo anche molto affollato. Sarà una lunga notte!

Proprio mentre do uno sguardo alla pagina Centenari di Sardegna, vedo passare una vecchietta, è tra i primi pazienti ad ...
12/03/2026

Proprio mentre do uno sguardo alla pagina Centenari di Sardegna, vedo passare una vecchietta, è tra i primi pazienti ad arrivare. La concomitanza delle due cose attira la mia attenzione, so bene che a Bimbo solo gli alberi possono raggiungere simili traguardi. Il privilegio è negato persino alle case, tecniche di costruzione rudimentali e scarsa qualità dei materiali non permettono di sopravvivere a troppe inondazioni. La donna cammina con grande difficoltà, ma qui si può andare solo a piedi. Gli sterrati tra le baracche non consentono l'uso di sedie a rotelle, solo qualche religioso ne beneficia all'interno delle strutture del proprio ordine di appartenenza. Presto vengo a sapere che la signora ha solo 54 anni, di recente ha avuto un ictus, vorrebbe quindi sapere se la terapia che segue è corretta. Il fatto che sia sopravvissuta ha del miracoloso, ma non solo per la patologia. A destare maggiori perplessità è la terapia: amoxicillina di base e ciprofloxacina in caso di forte mal di testa. Capisco che dove la vita sia segnata da ogni sorta di malattia infettiva, le persone abbiano fiducia sull'uso degli antibiotici, forse però il caso richiede un'urgente raddrizzata, anche perché la pressione arteriosa della sfortunata suscita molte preoccupazioni: 205 di massima, 128 di minima. Spiegare che i farmaci utilizzati non hanno alcuna indicazione nel caso in esame risulta impegnativo, la donna sostiene di trarne grande beneficio. L'effetto placebo è potente, ma non mette al riparo la salute. Bisogna incutere paura, non certo per il gusto di spaventare le persone, quanto per la necessità di una migliore adesione alle raccomandazioni terapeutiche. Nonostante il fatalismo, nessun argomento è forte come la paura della morte. Anche questo è un po' strano, entra in contrasto con molte mie esperienze precedenti sempre in Africa. In diverse occasioni ho avuto la sensazione di peccare in chiarezza nel comunicare diagnosi infauste, le reazioni sono state tiepide, quasi di indifferenza. Ogni paziente è un capitolo a sé stante, superfluo fare generalizzazioni. A metà mattina arrivano brutte notizie, nelle prefetture sud-occidentali si registrano i primi casi di una nuova ondata di ebola. I problemi sono almeno due, disporre di vaccini in numero sufficiente e combattere gli assurdi pregiudizi nei loro confronti. In realtà c'è ne sarebbe pure un terzo: convincere la popolazione a seguire semplici norme di profilassi, partendo da quelle alimentari. Chi diffonde false notizie sulle terapie si rende conto che dissemina morte?

Bara ala
12/03/2026

Bara ala

La giornata inizia presto, alle 6 del mattino c'è già un gran via vai di persone, le ore di luce vanno sfruttate al mass...
11/03/2026

La giornata inizia presto, alle 6 del mattino c'è già un gran via vai di persone, le ore di luce vanno sfruttate al massimo. Le lodi al Signore invadono gli spazi. I militari sollevano la barriera nella strada del ponte sul fiume M'Poko, Bimbo si riconnette alla sua enorme prefettura. Dai villaggi arrivano camion stracarichi di merci, si tratta soprattutto di sacchi di manioca ed enormi caschi di banane. Sopra le cose trovano posto le persone, ognuno si tiene alle corde di contenzione come può, spesso qualcuno cade. Gli abitanti delle campagne più vicine arrivano a piedi, in prevalenza sono contadine che cercheranno di vendere le loro verdure tra le baracche, come i suoi sobborghi, Bangui non produce nulla, ma consuma, quasi un milione di persone in qualche modo deve pur mangiare. Gli enormi fasci di vegetali coprono quasi per intero le teste delle donne, l'immagine che se ne ha è quella di cespugli che si muovono. A trasportare la legna per cucinare sono soprattutto i bambini, la raccolgono lungo i fiumi, le frequenti piene sradicano molti alberi. È un grande arcobaleno di colori. Dopo la pioggia è tutto lucido e acceso, le cose splendono, sembrano ridere felici. Il sole asciuga tutto in fretta, in poco tempo la polvere rimprime il suo dominio, ogni cosa ritorna al rosa dell'Africa. In questi giorni l'acqua del cielo scarseggia, la fine pioggia dei manghi tarda ad arrivare. Anche all'equatore il clima cambia, l'aria è irrespirabile, sulla strada l'odore emanato dai vecchi motori diesel è insopportabile. All'interno del monastero tutto cambia, il lezzo proveniente dallo stabulario dei polli è quasi gradevole. Le suore accudiscono con cura il grande orto, le piantine crescono rapidamente. Le grandi foglie delle palme del pellegrino fermano la polvere, non la bloccano tutta, ma danno sollievo. Il personale in servizio arriva alle sette, il cancello si apre per tutti. La fila dei pazienti è costante, con i tanti accompagnatori è quasi una processione. Qualcuno marcia con difficoltà, la sua emoglobina arriverà a 5? Bisogna fare un rapido triage, qualcuno non può aspettare. La presenza di macchine da altre missioni segnala l'arrivo di religiosi. In cucina trovo Aurelio, deve consegnarmi alcune cosette e deve ritirare alcuni farmaci che gli ho prescritto. Mi benedice in continuazione, se le sue parole dovessero avere effetto, io e la mia famiglia dovremmo avere vita e salute per i prossimi millenni. Mia madre che ormai non è più tra noi guadagna invece posizioni di prestigio nell'aldilà. Io sono scettico, so però che il padre parla con il cuore e ne ho immenso piacere. A Bimbo ho conosciuto un aspetto dei religiosi che mi era oscuro. Gente buona ne trovi ovunque, purtroppo anche dell'altra. Mi concedo ancora qualche minuto per dare uno sguardo alla stampa, padre Giorgio mi segnala un articolo interessante su La Repubblica di oggi, lo cercherò più tardi, ora devo iniziare con le visite agli ammalati. I primi rendez vois sono molto positivi, le terapie assegnate la settimana scorsa hanno dato buoni risultati. È un piccolo traguardo, guadagnare la fiducia delle persone, essere certi che seguiranno le indicazioni date, non è semplice. Una diffidenza atavica è sempre presente, in tanti hanno ferito questa terra e continuano a farlo. Il francese ha sostituito l'arabo, il russo sta sostituendo il francese, nessuno è venuto qui per aiutare, tutti portano via qualcosa. Anche io lo sto facendo, di giorno in giorno, di anno in anno, mi arricchisco di grandi insegnamenti, di forme e colori che ormai sono parte di me.

Buongiorno a tutti
11/03/2026

Buongiorno a tutti

Lo sguardo dei bambini può essere severo, chi è acerbo delle cose della vita può guardare con sdegno chiunque. Buono è c...
10/03/2026

Lo sguardo dei bambini può essere severo, chi è acerbo delle cose della vita può guardare con sdegno chiunque. Buono è chi ti nutre, per gli altri bisogna decidere, molti elementi entrano in competizione per il risultato finale. Chi crede di essere questo signore passato in varechina? Perché si prende la confidenza di toccarmi? Di infilarmi una bacchetta in bocca e un cono nelle orecchie? I bambini sono belli per questo, perché hanno poche strutturazioni. Certo sbagliano spesso, la mano che nutre può pure picchiare, qualche volta pure uccidere, ma è raro. Fossero pure in un numero infinitamente piccolo, tanto da essere sporadiche eccezioni, quei bimbi andrebbero protetti ugualmente. L'idea del figlio oggetto dei genitori è profondamente sbagliata, padre e madre sono i primi educatori di individui in formazione, non i loro proprietari. Avviene nella ricca e civile Europa, ma anche su questo l'Africa offre frequenti estremizzazioni, soprattutto nel caso delle figlie provenienti dalle famiglie meno abbienti. Indipendentemente dalla religione professata, il problema delle spose bambine è tutt'altro che raro. Quasi sempre si tratta di bimbe poverissime chieste in matrimonio in cambio di piccole cifre da uomini più grandi di diverse decine di anni, la concomitanza di fame e ignoranza produce cose terribili. Già questo tipo di unioni dovrebbe destare abbastanza sdegno, ma esiste pure qualcosa di peggio. È abbastanza diffusa la convinzione che avere rapporti sessuali non protetti con giovani vergini sia in grado di restituire la salute ai maschi affetti da alcune malattie, in particolare da AIDS. Ovviamente il metodo è privo di qualsiasi dimostrazione scientifica, l'unico risultato che si ottiene è la diffusione delle malattie. Curare però non basta, se sì vuole liberare l'Africa dalla fame, si deve investire pesantemente in istruzione, specialmente in quella rivolta alle donne. Il resto sono chiacchiere inutili, quando non pericolose.

Dopo la pausa domenicale, segue un lunedì dì intenso lavoro. In particolare, oggi ho dovuto visitare diversi religiosi, ...
09/03/2026

Dopo la pausa domenicale, segue un lunedì dì intenso lavoro. In particolare, oggi ho dovuto visitare diversi religiosi, alcuni li seguo da tempo, devo solo verificare che la terapia già assegnata continui ad andare bene. Nei pazienti cronici, a distanza di un anno, qualche piccolo adattamento può rendersi necessario. Purtroppo spesso devo intervenire su cure prescritte in Europa, in condizioni climatiche e alimentari molto diverse da quelle nelle quali poi devono essere praticate. I protocolli clinici non possono mai essere interpretati in maniera rigida, le terapie vanno adattate ai pazienti, non il contrario. Tutto questo però si complica alquanto con i religiosi, talvolta hanno abitudini abbastanza stravaganti, a cominciare dalla ripartizione della giornata. Purtroppo alcuni farmaci vanno presi con regolarità, seguendo intervalli di tempo che prescindono dai loro bisogni meditativi. Spiego che le varie entità metafisiche da glorificare con la preghiera non avranno molte obiezioni per ritardi di poche ore, dopotutto loro dispongo di tempi infiniti. Secondo me neppure se ne accorgono. Di solito l'ironia aiuta la comprensione, ma con persone che hanno fatto scelte di vita troppo radicali bisogna stare attenti al linguaggio. Il fondamentalismo è sempre pericoloso, porta a stili di vita estremi, pericolosi per sé stessi e per gli altri. Stimo molto chi si adopera in ogni modo per aiutare il prossimo, per migliorarne le condizioni; ho invece serie difficoltà a capire chi vorrebbe fare della povertà un'obiettivo, il fine ultimo dell'esistenza umana. Perché mai Dio ci avrebbe dovuto fornire di intelletto se non lo dovessimo usare per stare meglio? Certo io seguo il razionalismo che è proprio della scienza, chi ha fede va per altre vie, ma ho molti dubbi sull'utilità di certi atteggiamenti, non solo per il corpo, pure per lo spirito. Per una particolare combinazione di cose, mi trovo quasi subito a misurare le conseguenze di tanta intransigenza. Uno dei pazienti della giornata è una ragazzetta di circa 13 anni, forse pure meno, il seno non è ancora ben sviluppato. È molto anemica e sofferente, dice di perdere sangue con le urine, in realtà si tratta di perdite vaginali. Nei liquidi biologici sono presenti residui vegetali. Chiedo se il ciclo è regolare e se la giovinetta ha un fidanzato. Domande semplici. Le risposte sono però molto evasive. Cosa sia successo veramente non posso saperlo, sinceramente, a cose fatte, lo trovo pure poco importante, meglio concentrarsi sulla situazione attuale, garantire alla bimba cresciuta anzitempo cure adeguate. Qui tutto viene etichettato come frutto di ignoranza e superstizione, in larga misura è così, ma dove questi due terribili nemici dell'umanità non dovrebbero esserci, come dovremmo comportarci nei confronti degli estremisti che si oppongono all'educazione sessuale, ai contraccettivi, all'aborto legale? Più viaggio, più mi rendo conto ti quanto le persone debbano affrontare gli stessi problemi ovunque, in Africa le cose sono solo più chiare, più facili da capire. Forse questo accade perché è facile fare sorridere le persone anche quando sembrerebbe impossibile poterlo fare.

È domenica, non si "lavora". È una giornata speciale, quasi una ricorrenza, oggi abbiamo il pranzo con gli amici mission...
08/03/2026

È domenica, non si "lavora". È una giornata speciale, quasi una ricorrenza, oggi abbiamo il pranzo con gli amici missionari comboniani, persone molto fuori dall'ordinario. Quest'anno ho voluto organizzare un pranzo all'insegna della cucina sarda, già da ieri ho iniziato a preparare il sugo con salsiccia fresca, farò come primo maglioreddus. Avrei preferito i culurgionis, ma con le temperature locali sarebbe un'impresa difficile da sostenere, la pasta secca andrà bene lo stesso. Subito dopo colazione inizio a fare scongelare le panadas che mi ha dato mia sorella Rosalba, poi mi armo di coltelli, ho un bel po' di roba da affettare. Incarico il guardiano di accendere il fuoco per arrostire la carne, forse sono stato poco chiaro, mi organizza un falò. Spiego che si tratta solo di un maialetto che deve cuocere lentamente. Superate le prime incomprensioni , l'aiuto cuoco si dimostra all'altezza dell'incarico, promosso a pieni voti e doppia razione di tutto. Al voto non sembra molto interessato, ma il cibo strano che gli si presenta davanti risponde bene ai suoi gusti. In particolare noto che apprezza il panesaba, i dolci.sono pressoché assenti nella dieta dei locali. Purtroppo tra gli ospiti non c'è Gladimiro, è dovuto rientrare in Ecuador, la sua interpretazione delle canzoni degli Inti-Illimani manca un po', ed è come se ci fosse. Le canta con trasporto, sono il ricordo della sua gioventù, il suo pane tra le strade di Quito. Durante il pranzo ognuno parla la propria lingua, con piccoli adattamenti, nessun problema di comprensione. Personalmente trovo che questa sorta di esperanto improvvisato abbia una bellezza intrinseca. Si parla un po' di tutto, cucina, geografia, filosofia, è però la politica a destare maggiore interesse. Specie riguardo ai grossi temi internazionali, le posizioni dei padri sono molto prossime alle mie. Non è un caso. Ogni persona seria sa distinguere tra chi porta le cure e chi porta la morte, sa cosa fare davanti a un bimbo che affoga, sa vedere oltre la superficialità dei valori propagandati ma non seguiti. Le ore trascorrono molto gradevolmente, finiscono pistocu e cannonau, devo attingere alle riserve super, escono caffè, fluferru e mirto. Il Zedda-Piras merita un'ovazione. Mi viene chiesto di infrangere la mia condizione di astemio totale, spiego che questo accade solo a San Silvestro per una zuppetta di panettone in un calice di spumante dolce. Mento spudoratamente, tutte le scatole di mon cheri incustodite sono esche alle quali abbocco. Per i cari amici è ora di rientrare, mi inondano di saluti e benedizioni. Fede a parte, è piacevole quando qualcuno ti augura del bene, specie se lo fa con il cuore e non per convenzione. Mi colpiscono le parole di Aurelio, lui dice che questa è stata la giornata più bella della sua vita. È un po' f***e, a volte esagera, ma pure io non sono molto normale.

Quello che vedete è l'addome di un bambino drepanocitico di 6 anni, è quasi interamente occupato dalla milza cresciuta a...
07/03/2026

Quello che vedete è l'addome di un bambino drepanocitico di 6 anni, è quasi interamente occupato dalla milza cresciuta a dismisura per effetto del "sequestro splenico". Utilizzando un linguaggio non molto rigoroso, cerco di essere più chiaro per quanti non si occupano di questo tipo di problemi. A causa della presenza di un tipo anomalo di emoglobina, i globuli rossi tendono ad assumere una forma a falce che favorisce la formazione di microtrombi nei piccoli vasi, soprattutto in quelli presenti nei distretti meno ossigenati. La circolazione del sangue diventa difficile, i muscoli degli arti sono fortemente dolenti. La milza risponde a questa situazione sequestrando i globuli rossi alterati, facendo questo però riduce l'emoglobina in circolo e conseguentemente peggiorano anemia e ossigenazione. Meno ossigeno, più microtrombi, più dolore, più lavoro per la milza. Questa cresce enormemente e spesso dev'essere asportata. Per interrompere il ciclo vizioso, bisogna iperossigenare i bambini, trattare il dolore e ripristinare con trasfusione un valore normale di emoglobina. In una popolazione dove, oltre all'anemia drepanocitica, c'è quella dovuta alla malaria e alla denutrizione, trovare donatori è difficile, il sangue disponibile per le trasfusioni non è sufficiente a coprire il bisogno. Come ovunque, a pagare il tributo più alto in termini di vite p***e sono i più poveri. Sono folli quelli che chiedono che la salute diventi diritto per ogni essere umano, come tale garantito almeno nelle sue forme essenziali in ogni angolo della Terra, o sono folli quelli che dilapidano risorse per far soffrire i popoli? A molti il quesito può sembrare sciocco, proprio di persona non calata nella realtà, penso che questi molti vadano commiserati. Cosa c'è di più sciocco del distruggere? Cosa c'è di più reale di questo bimbo?

07/03/2026
Oggi inizio prima il lavoro al Piccolo Ospedale, oltre all'attività ordinaria, ci sono molti controlli dei pazienti vist...
06/03/2026

Oggi inizio prima il lavoro al Piccolo Ospedale, oltre all'attività ordinaria, ci sono molti controlli dei pazienti visti nei giorni precedenti. In gran parte si tratta di casi di diabete e ipertesione, patologie erroneamente collegate alle società dell'opulenza, ma spesso dovute a cattiva alimentazione. Nello specifico, la dieta locale è molto ricca di sale e amidi. La principale fonte di proteine è rappresentata dal pesce conservato in salamoia, la quasi totale assenza di energia elettrica rende impossibile la catena del freddo. Pescare è abbastanza semplice, soprattutto nei rami minori dell'Ubangi e del M'Poko. I locali dispongo delle reti vegetali e smuovendo le acque vi indirizzano i pesci. La guerra purtroppo concentra la popolazione nella ristretta area urbana di Bangui, l'unica realmente sotto il controllo dei caschi blu, il pescato fresco non è sufficiente per tutti. Qualsiasi pasto è accompagnato dal gozou, una polenta molto densa di manioca consumata sotto forma di grosse polpette. Si tratta di un concentrato di amido povero di altri principi nutrizionali, per molti abitanti l'unica fonte di cibo. I pazienti cronici che vengono a controllo, ritirano anche la terapia per il mese successivo. Terminata questa attività, posso passare ai nuovi casi, niente che esca dall'ordinario. A metà mattina arriva Philippe, il bimbo albino che molti di voi conoscono, ormai lo seguo da anni. Purtroppo ha un'irritazione sulle parti scoperte del corpo, siamo all'equatore, il sole qui mostra tutta la sua potenza. Per fortuna riesco a terminare in tempo per recarmi a Bangui, devo comprare patate e limoni. La cosa è tutt'altro che semplice. Dai libanesi trovo solo patate mollicce di un poco rassicurante colore verdastro, meglio evitare l'acquisto. Sfido la sorte, mi dirigo verso i venditori per strada, tutti mi vogliono vendere qualcosa. Divincolarsi tra i vari docteur e patron non è semplice, un po' di sordità naturale aiuta. In un grosso cumulo, riesco a selezionare 10 patate di aspetto accettabile, per fortuna non devo fare culurgionis. Dei limoni neppure l'ombra. La sera al monastero è piuttosto animata, è venerdì di Quaresima, ogni spazio disponibile è occupato dai fedeli, saranno un migliaio. I poveri pregano sempre, ora pare lo facciano pure i ricchi, dubito per le stesse cose. Scendo con l'intento di rubare qualche bella immagine, un gruppetto di bambini mi viene incontro. Cantano Yuppi YaYa, la canzone che gli ho insegnato la settimana scorsa. Mettono tanta allegria. Ben presto li lascio al loro gioioso chiasso, ho bisogno di tranquillità. Esco dal monastero e mi dirigo verso il fiume, qui le baracche rapidamente diradano e la foresta riprende il suo spazio. Le persone mi salutano con rispetto, benché sia sera tutti dicono: bonjour docteur. Forse è per essere più educati, chiederò. Sul mio percorso incontro un fabbricante di mattoni, è orgoglioso della sua arte del trasformare la terra bruna in tanti blocchetti rossi. Descrive tutto con grande enfasi. Il suo lavoro richiede fatica, pazienza, soprattutto tempo, ci vogliono tre giorni di fuoco lento e continuo perché la cottura sia giusta. Poco più in là, incontro degli intagliatori. Vorrei fermarmi anche con loro, ma è quasi buio, non è prudente attardarsi oltre.

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